La storica Farmacia degli Incurabili

Napoli: costruzioni di tutti i tipi che attirano la curiosità dei turisti provenienti da tutto il mondo e degli stessi napoletani che vogliono scoprire tutte le meraviglie della loro città. Chiunque passeggi per Napoli non può fare a meno di notare le bellezze di cui è dotata questa città. Dal paesaggio ai monumenti architettonici. Chiese, castelli, musei, panorami. Tante fotografie da scattare. Tanti i posti da visitare e su cui informarsi, visto che nascondono il più delle volte quantomeno una storia se non addirittura un’affascinante leggenda. Noi qui abbiamo deciso di parlare di un mix di arte e scienza. Parliamo della farmacia degli incurabili.

IL COMPLESSO DEGLI INCURABILI

È un sito monumentale che si trova nel centro storico di Napoli. È di epoca rinascimentale. Originariamente era composto dalla chiesa di Santa Maria del Popolo, dall’oratorio della compagnia dei Bianchi della Giustizia e dall’ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. In seguito ne faranno parte anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli, il chiostro, il complesso di Santa Maria della Consolazione, la chiesa di Santa Maria di Gerusalemme e il chiostro delle Trentatrè.

LA FARMACIA

È in stile barocco-rococò. Anticamente vi si riuniva l’elite dell’illuminismo napoletano. Fu realizzata da Bartolomeo Vecchione. È quasi tutta intatta. Comprende due sale. Nella metà del XVIII secolo grazie alla ristrutturazione dell’antica spezieria del 500  nacque la farmacia. I lavori furono possibili grazie al lascito di Antonio Magliocca, uno dei reggenti dell’ospedale (e di cui è conservato un busto marmoreo fatto da  Matteo Bottiglieri nel 1750). All’interno c’è un grande salone e un’antisala, utilizzato come  laboratorio, con scaffalature in noce fatte dall’ebanista Agostino Fucito (autore anche del tavolo centrale). Sulle pareti c’è una raccolta di albarelli e idrie (tipici contenitori da farmacia). Nel salone sono conservati circa 400 vasi maiolicati fatti da Lorenzo Salandra e Donato Massa (che decorò anche il chiostro maiolicato di Santa Chiara) nel 1750, con scene bibliche e allegorie. Giuseppe Massa è l’autore del pavimento in cotto maiolicato. Sul soffitto del salone vi è la grande tela di Pietro Bardellino del 1750: “Macaone che cura un guerriero ferito”. Fu chiusa dopo il terremoto del 1980 e poi restaurata e riaperta nel 2012.